domenica 30 aprile 2017

Pin up e burlesque


Molto spesso le pin up vengono associate a quella forma di spettacolo denominata burlesque.
Tale fenomeno accade, però, solo ai giorni nostri.

I periodi storici in cui nacquero tali stili sono molto lontani tra loro: il burlesque si sviluppò dalla seconda metà dell’Ottocento nell’ Inghilterra vittoriana mentre le pin up nascono durante la Seconda Guerra Mondiale negli Stati Uniti.

Dunque, cosa porta ad accomunare due situazioni così differenti?  Non solo per epoca e zona geografica, ma anche per stile e filosofia.

Sovente le performers di burlesque, nella vita di tutti i giorni, indossano abiti pin up (l’esempio più eclatante è Dita VonTeese), ma non è un motivo sufficiente per creare l’assonanza. L’abbigliamento è diverso: piume, lustrini, pizzi, tulle, trasparenze, abiti molto scenografici. Si pongono al pubblico in maniera un po’ irriverente e con qualche doppio senso nelle battute, puntano tutto sulla sensualità.

La pin up usa abiti semplici anche per la sera: sobri tubini o abiti a ruota, arricchiti, al massimo, da una spilla di strass. L’atteggiamento è sereno, quasi infantile, da ragazza della porta accanto. Lascia immaginare, ma non mostra mai, seduce in maniera ingenua, ed è apparentemente inconsapevole del suo potenziale.
Forse Bettie Page,  da sempre icona pin up,  potrebbe essere l’anello di congiunzione: sono famosi alcuni suoi video in cui si spoglia con fare un po’ malizioso.
Ma Bettie non è mai salita su un palco e da qui a definirlo burlesque risulta eccessivo.

Il dubbio rimane: la moda degli anni ’50 era quella. In pratica è come se un’artista moderna si vestisse seguendo la moda del momento.

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